Mobilità Sommario numero 59 - 2008


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Trasporti

Dopo il Regolamento

a cura di Stefano Borgato

I diritti delle persone con mobilità ridotta nei viaggi aerei saranno adeguatamente garantiti solo dopo un periodo di rodaggio che – a quanto pare – non si è ancora concluso.

aereo in volo

Cosa succede dopo il Regolamento? Niente di buono, a giudicare da quanto capitato a un Lettore all’Aeroporto di Fiumicino per ben due volte nel giro di dieci giorni.

Parliamo naturalmente di persone con disabilità che viaggiano in aereo e del nuovo Regolamento europeo sui diritti delle persone con mobilità ridotta nei viaggi aerei, entrato ufficialmente in vigore il 26 luglio scorso. Certo, un documento fondamentale, ma serve ancora un grande lavoro per farlo applicare correttamente, coinvolgendo in particolare gli aeroporti e le varie compagnie aeree.

Disservizi

“In meno di dieci giorni si è verificato per la seconda volta il non funzionamento del servizio assistenza disabili all’Aeroporto di Roma Fiumicino. Diciamo dunque che dal 18 agosto a oggi il 100% delle volte che ho viaggiato in aereo all’Aeroporto di Roma Fiumicino l’assistenza non ha funzionato!”.

Così un Lettore racconta le proprie peripezie che fanno riflettere non poco, dopo l’entrata ufficiale in vigore, il 26 luglio scorso, del nuovo Regolamento europeo CE 1107/06 sui diritti delle persone con mobilità ridotta nei viaggi aerei, presentato il 17 luglio proprio a Fiumicino con una conferenza stampa cui abbiamo dato ampio spazio nel numero scorso.

Ciò che lascia poi ulteriormente perplessi è quanto segnala ancora il Lettore, ovvero di non avere avuto alcuna risposta alla sua prima segnalazione di disservizio del 18 agosto, resa nota tra gli altri anche alla società AdR (Aeroporti di Roma) e soprattutto all’ENAC (Ente Nazionale Aviazione Civile), ovvero all’organismo responsabile per il nostro Paese dell’applicazione del Regolamento.

“Poi – continua il Lettore – un analogo disservizio l’ho dovuto subire il 27 agosto, dopo un volo di ritorno da Stoccolma della compagnia Sterling. Questa volta l’assistenza è arrivata con circa quaranta minuti di ritardo e quindi io per primo, ma a seguire anche il personale di bordo, quello preposto alla pulizia dell’aereo e altri, siamo rimasti bloccati per quaranta minuti sul velivolo. Ancora una volta il personale di bordo ha ribadito che questo malfunzionamento è una costante a Fiumicino”.

Buone intenzioni

Vale la pena a questo punto riprendere quanto aveva dichiarato durante la citata conferenza stampa del 17 luglio Fabrizio Palenzona, presidente di AdR, il quale aveva sottolineato la grande voglia di collaborare e “di pagare anche le sanzioni, se qualche volta non saremo in grado di fare il nostro dovere”.

“Sappiamo – aveva aggiunto Palenzona – di avere un’infrastruttura che ha ormai una certa età e che quindi non è nata con la sensibilità dovuta, che a quel tempo non c’era. Siamo dunque impegnati a fare il meglio per gli Aeroporti di Roma, per la città di Roma e per la nostra Nazione, ma all’Europa, al Governo, all’ENAC e agli Enti Locali chiediamo collaborazione perché vogliamo presentare a breve un grande progetto che sia all’altezza delle esigenze dell’Europa e del nostro Paese che lo merita”.

Parole che non dimentichiamo e che attendiamo quanto prima al vaglio delle concrete applicazioni, collaborando anche noi – per quanto di nostra competenza – nel dare evidenza a situazioni come quelle vissute dal Lettore, proprio per far sì che ad esse si ponga rimedio e che in futuro non debbano più verificarsi, superando tutti quei problemi che continuano ancora a pesare sui cittadini con disabilità.

Concetti, peraltro, già bene evidenziati il 17 luglio anche dal presidente della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap) Pietro Barbieri, il quale aveva dichiarato: “Sappiamo degli sforzi prodotti all’Aeroporto di Fiumicino e conosciamo anche i risultati prodotti. Chiaramente l’essersi affidati a molti diversi handler [gli handler – lo ricordiamo – sono i gestori dei servizi aeroportuali, NdR] per costruire una società unica ha creato problemi, anche perché l’Aeroporto di Roma è uno scalo di una certa importanza, oltretutto frequentato molto spesso da esponenti delle associazioni di persone con disabilità che – non si può nascondere – anche recentemente hanno vissuto situazioni di disagio”.

Le parole sono importanti

Le parole e gli impegni verbali sono quindi importanti, ma in questo momento non possiamo non dare spazio allo sfogo del Lettore, che si chiede: “Ma che razza di figura facciamo come città nei confronti del resto del mondo? E quando parlo di resto del mondo intendo tutto il mondo, senza pensare a Paesi avanzati come la Svezia, ma anche a realtà che vengono definite in via di sviluppo, come la Tunisia, Mauritius o le Seychelles, dove l’assistenza alle persone con disabilità negli aeroporti è nettamente superiore a quella di Roma Fiumicino”.

Non vogliamo certo contraddire quanto scritto dal nostro Lettore, ma potremmo portare (purtroppo) le testimonianze di disservizi e problemi verificatisi anche in altri Paesi europei. Preferiamo invece mantenere ben ferma la sua testimonianza come punto di riferimento per il grande lavoro che ancora resta da fare – soprattutto coinvolgendo gli aeroporti e le varie compagnie aeree – ai fini di una corretta applicazione di quel documento fondamentale che è il Regolamento approvato nel 2006 dalla Commissione Europea.